«Fede lascia la scuola», ragazza senza sostegno costretta a stare a casa. La denuncia di una mamma




Lei è solo la punta dell’iceberg. Federica è una ragazza di 19 anni, autistica, che frequenta il quarto anno dell’istituto d’arte di Sassari. Anzi, che dovrebbe frequentare: perché ancora aspetta, dall’inizio dell’anno, il 16 settembre, che le assegnino un insegnante di sostegno. Motivo per cui sua madre, Rita Masia, 59 anni, stanca di vederla uscire da scuola senza aver fatto nulla, ha deciso di ritirarla: «La mia mamma oggi mi ha ritirato da scuola- scrive Federica attraverso il profilo social della signora Masia- Passo le mie ore seduta in classe a guardare gli altri studenti e sapete perché?Perché non mi danno ciò che mi spetta. le insegnanti e gli educatori. Quindi come potete vedere dalle mie foto a malincuore lascio la scuola».

«Pensate una ragazza 4 ore seduta in un banco a guardare gli altri. Mi vedo costretta a ritirare Fede da scuola, cosa che sto facendo in questo momento. Sicuramente tutto ciò avrà delle conseguenze danni morali alla ragazza. Giornate di lavoro perse per me», scrive la donna su Facebook. Il suo è un caso estremo: ma le denunce di mancanza di insegnanti di sostegno piovono da giorni. Anche quest’anno mancano all’appello circa 60 mila docenti: complice un meccanismo assurdo per cui migliaia di insegnanti di sostegno non hanno un posto di diritto, cioè fisso, ma solo di fatto, quindi assegnato di anno in anno in base alle esigenze, questo disperato copione si ripete ogni inizio anno scolastico per migliaia di studenti che restano giorni, a volte settimane, senza un supporto. A peggiorare la situazione sono le continue richieste di trasferimento degli insegnanti che vengono assegnati e poi la mancanza di specializzazione: sono anni che non esistono corsi abilitanti per il sostegno e, anche per facilitare gli spostamenti dei docenti, insegnanti di materia sono stati messi su cattedre di sostegno. Ci sono presidi che hanno iniziato con decine di insegnanti in meno: come Carlo Braga, dell’istituto Salvemini di Casalecchio sul Reno. E la burocrazia gli ha imposto modalità e tempistiche, a lui come a centinaia di altri, che non sono compatibili con le esigenze reali degli studenti.

Le difficoltà

Federica, come molti altri ragazzi, senza sostegno non può partecipare alle lezioni, interagire, capire. E quindi la sua presenza in classe è praticamente nulla. In realtà casi come i suoi avrebbero anche bisogno di un assistente specialistico educativo, ma in quasi tutta Italia questa figura è una chimera. Da ieri, Federica è insieme alla mamma 24 ore su 24: «Non potevo fare altrimenti. Lancio in primis un appello alla politica, a tutti i livelli. Deve fare qualcosa per garantire che i diritti di tutti vengano rispettati. Purtroppo non è la prima volta che capitano cose simili», dice la donna a Castedduonline.it. È pronta a dare battaglia: «Sto pensando di andare a denunciare il tutto ai carabinieri, vediamo se così almeno si smuoverà qualcosa. Mia figlia deve poter andare a scuola ed avere tutto il supporto che le spetta di diritto».